Ci profilano per renderci razzisti?

Pubblicata: 12 dicembre 2016

Ci profilano per renderci razzisti?

Durante la navigazione sul web tutti gli utenti di internet sono sempre più spiati e spesso sono anche ignari del monitoraggio continuo dei loro gusti e delle loro preferenze.

Sembra ormai, che il prezzo da pagare per l’utilizzo di internet e dei suoi vantaggi, sia rinunciare alla nostra riservatezza e alla privacy.

Con la tecnologia dei “cookies” molti colossi del web ricorrono alla profilazione degli utenti per condurre campagne di marketing mirate.

Il marketing può però generare fenomeni di pubblicità discriminatorie, oggi in rapida diffusione.

Il fenomeno della pubblicità potenzialmente razzista si genera dal fatto che il sistema di profilazione a fini pubblicitari, in funzione sulle piattaforme di advertising dei social network,  è basato su affinità etniche. Infatti gli inserzionisti indirizzano i propri contenuti a utenti accomunati da interessi che lasciano intendere l’appartenenza a determinate etnie.

Etichettare attraverso annunci pubblicitari relativi ad offerte di lavoro o a offerte immobiliari, risulta una discriminazione a tutti gli effetti.

Anche il social network Facebook ha promesso di intervenire a riguardo, escludendo dal proprio sistema di advertising la possibilità di disseminare pubblicità che la legge statunitense potrebbe ritenere discriminatoria.

Proprio Facebook, infatti, consente di escludere dai messaggi pubblicitari solo certe categorie di persone, agevolando, così, gli inserzionisti che vogliono rivolgersi solo a specifici gruppi ai quali proporre determinati impieghi o soluzioni immobiliari, escludendone altri.

Ma come si può pensare di arginare questo fenomeno?

Erin Egan, che, nella gerarchia dei social network,  presiede alle politiche sulla privacy e alle questioni di policy negli Stati Uniti, ha annunciato che le soluzioni di marketing basate su affinità etniche devono subire modifiche per scongiurare gli abusi.

Facebook svilupperà, da un lato, una soluzione per filtrare a monte l’uso di questo sistema discriminatorio e tutelare l’uguaglianza. Allo stesso tempo, agli inserzionisti sarà chiesto esplicitamente di non perpetrare comportamenti razzisti.